Attrezzatura per il trekking in alta quota: analisi tecnica dell'equipaggiamento
Sopra i 2.000 m le condizioni meteorologiche cambiano rapidamente. La temperatura scende mediamente di 0,6 °C ogni 100 m di quota, il che significa che partendo da fondovalle a 20 °C si arriva a meno di 8 °C in quota. A questa variabile si aggiunge il vento, che aumenta significativamente la percezione del freddo, e la maggiore intensità della radiazione solare ultravioletta. L'equipaggiamento non è una questione estetica: incide direttamente sulla sicurezza dell'escursione.
Lo zaino: dimensioni e struttura
Per un'escursione di un giorno in alta quota è sufficiente uno zaino da 20–30 litri. La struttura deve includere uno schienale traspirante (dorso rigido o semi-rigido con canali d'aria), spallacci imbottiti e una cintura lombare funzionale che trasferisca il 60–70% del peso sui fianchi, riducendo il carico sulla colonna vertebrale.
Per uscite con pernottamento in rifugio, le dimensioni adeguate sono 35–45 litri. Oltre i 50 litri ci si avvicina alla categoria dell'alpinismo con bivacco, che richiede competenze tecniche diverse da quelle escursionistiche standard.
Il sistema di chiusura superiore a cofano (lid) permette di accedere rapidamente agli oggetti necessari senza svuotare tutto lo zaino. La presenza di attacchi per bastoncini e picozza è utile su percorsi EE e EEA.
Abbigliamento: il sistema a strati
Il principio del layering si basa su tre strati con funzioni distinte:
- Primo strato (base layer): a contatto con la pelle, deve allontanare il sudore senza trattenerlo. I materiali più efficaci sono la lana merino (regola la temperatura su un ampio intervallo, riduce gli odori) e i tessuti sintetici ad asciugatura rapida (polipropilene, poliestere). Il cotone è inadatto in quota: trattiene l'umidità e provoca ipotermia in caso di pioggia o forte sudorazione.
- Secondo strato (mid layer): ha funzione isolante. Il pile in polyester (fleece) è la scelta più comune per il rapporto peso/calore. Per temperature sotto i 5 °C è preferibile un gilet o una giacca in piumino idrorepellente con riempimento di almeno 600 fill power.
- Terzo strato (shell): protegge da vento e pioggia. Le membrane tecniche come Gore-Tex, eVent e Pertex Shield offrono impermeabilità (misurabile in colonna d'acqua, minimo 20.000 mm per uso alpino) e traspirabilità. Le giacche softshell sono adatte a condizioni secche e ventose ma non all'acqua intensa.
Calzature tecniche
Le scarpe da trekking per l'alta quota devono soddisfare requisiti precisi. La suola Vibram (o equivalente) garantisce aderenza su roccia bagnata, ghiaia e terra. L'impermeabilità si ottiene con membrane interne (Gore-Tex) o trattamenti DWR rinnovabili. Per percorsi E e EE con dislivelli superiori a 800 m è preferibile la tomaia alta (sopra la caviglia) che riduce il rischio di distorsioni in discesa su terreno irregolare.
Le scarpe nuove richiedono un periodo di rodaggio di almeno 5–7 uscite su percorsi brevi prima di essere utilizzate su tracciati impegnativi. Le vesciche ai piedi sono la prima causa di interruzione anticipata delle escursioni in alta quota.
Bastoncini da trekking
I bastoncini telescopici in alluminio o carbonio riducono del 25–30% il carico articolare sulle ginocchia in discesa, secondo studi pubblicati dal Journal of Sports Sciences. La lunghezza corretta in piano è quella che forma un angolo di 90° al gomito; in salita si accorciano di 5–10 cm, in discesa si allungano della stessa misura.
Navigazione e sicurezza
La cartografia cartacea 1:25.000 IGM rimane lo standard di riferimento per i percorsi alpini italiani. In formato digitale, le app di riferimento sono Komoot (database sentieri europeo) e Gaia GPS (cartografia offline personalizzabile). Entrambe permettono il download delle mappe in assenza di connessione.
Il kit di sicurezza essenziale include: fischietto (tre fischi = segnale di soccorso), coperta termica isotermica ripiegata (pesa 50 g, salva vite in caso di ipotermia), kit di pronto soccorso compatto con cerotti, benda elastica, disinfettante e antidolorifico. Il numero di emergenza alpina in Italia è il 118.
Alimentazione in quota
A quote superiori a 2.500 m il metabolismo basale aumenta del 10–15% anche a riposo, per compensare la termoregolazione. Durante l'escursione il fabbisogno calorico sale a 400–600 kcal/ora a seconda dell'intensità. Alimenti pratici da portare in zaino: frutta secca (noci, mandorle, albicocche), barrette energetiche con carboidrati complessi, formaggio a pasta dura, crackers integrali. La reidratazione è critica: bere 0,5 litri ogni ora di cammino, indipendentemente dalla percezione della sete.
Il Manuale CAI 2025
Il Manuale di Tecnica Escursionistica del CAI, curato dalla Commissione Centrale Escursionismo, è stato aggiornato nel novembre 2025 (320 pagine, €30). Costituisce il riferimento tecnico ufficiale per classificazione dei percorsi, standard di sicurezza e attrezzatura. È disponibile presso le sezioni CAI e tramite il portale edizioni.cai.it.